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CSEF - Center for Studies in Economics and Finance

Il tetto al contante da mille a tremila Euro

9 November
by Giovanni Immordino e Francesco Flaviano Russo, Corriere del Mezzogiorno - Economia

Il Governo ha da poco annunciato alcuni provvedimenti contenuti nella legge di stabilità e tra questi l’innalzamento del limite all’uso del contante da 1000 a 3000 euro. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha dichiarato che questa misura è necessaria per “incoraggiare i consumi” e che oggi non ha senso avere un limite all’uso del contante perché il fisco dispone di strumenti più sofisticati per tracciare gli evasori. Ci sono sicuramente alcuni Italiani che abitualmente spendono cifre superiori a mille euro per un singolo acquisto, per esempio in un negozio di abbigliamento.

Ma quanti di questi trovano effettivamente più pratico portare con sé i contanti? Anzi la vera domanda è: quanti di questi sono disposti a rinunciare all’acquisto solo perché la legge gli impedisce di pagare in contanti?
I dati suggeriscono che l’evasione fiscale è legata alla tipologia di pagamenti. Mettete in relazione (come abbiamo fatto in uno studio recente) il numero di pagamenti medi annuali con carta di debito o credito per abitante e un indicatore dell’evasione dell’imposta sul valore aggiunto per i paesi dell’area euro nel periodo 2000-2012. O, in alternativa, fate lo stesso con il numero medio annuale per abitante di transazioni POS e lo stesso indicatore dell’evasione dell’imposta sul valore aggiunto. In entrambi i casi noterete una relazione negativa tra le due variabili. Più sono diffusi i pagamenti elettronici, più è difficile evadere (vista la tracciabilità del pagamento) e quindi, minore è l’evasione. Esistono relazioni simili anche con il numero di carte di credito per abitante, con il numero di terminali POS per abitate, con il numero di transazioni con assegni per abitante e con il numero di transazioni con bonifici e giroconti bancari per abitante. La conclusione è che scoraggiare i pagamenti in contanti vuol dire limitare l’evasione fiscale.

Questo non vuol dire però che un tetto, magari molto basso, all’uso del contante sia l’unico modo o il più efficace per scoraggiare i pagamenti in contanti. Il limite ha, infatti, anche diversi inconvenienti. Il presidente di Confcommercio, Carlo Sanganelli, ha dichiarato ad esempio che molti stranieri sono abituati a eseguire acquisti in contanti perché le regole dei loro paesi lo permettono. Altre critiche sono: la difficoltà pratica di far rispettare il limite; la perdita di privacy legata all’uso di strumenti elettronici di pagamento; e la perdita di efficienza legata alla possibile diminuzione del numero di transazioni se il limite è particolarmente basso. Questi sono tutti costi reali che devono essere confrontati con i guadagni derivanti dalla lotta all’evasione.
Se non si crede nell’efficacia di un tetto basso all’uso del contante, ma si vuole comunque fare qualcosa per disincentivarne l’uso, la politica più efficace, politicamente facile da implementare, anche se onerosa per lo Stato, consiste nel sussidiare la moneta elettronica, i cui costi sono ancora molto alti sia per i compratori (canone annuo per l’uso della carta di credito, costo per transazione, bolli etc.) che per i venditori (costo di attivazione e canone di utilizzo del POS, commissioni sulle singole transazioni). Il Presidente Renzi ha annunciato degli interventi in questo senso, senza specificarne tuttavia i dettagli. Un’altra possibilità consiste nell’incoraggiare le banche ad adottare commissioni sugli strumenti di pagamento esplicitamente basato sui costi (su questo si veda Van Hove, 2004). Oggi le commissioni fatte pagare ai clienti che ritirano contante agli sportelli o agli ATM non coprono tutti i costi del contante (trasporto, distribuzione, protezione dai furti), costi che sono invece coperti attraverso commissioni più elevate su altre operazioni. In questo modo chi usa il contante solo di rado, di fatto sussidia chi ne fa un uso smodato inclusi quelli attivi nell’economia sommersa.

In conclusione, crediamo che l’innalzamento del limite al contante vada sostituito da altre politiche che mirino a disincentivarne l’uso, per evitare che diventi un segnale di scarso impegno nella lotta a evasione e riciclaggio. Una politica che l’Italia certamente non può permettersi.